09/05/2024

Il contratto del wedding planner è “superiore” al contratto del fotografo.

Ve lo preannuncio, sto per lanciare una bomba e sono certa, a qualche esponente della categoria dei fotografi e video maker non piacerà al 100% ciò che sto per scrivere.

Sapete qual è l’argomento collegato alla diatriba più frequente che ho dovuto seguire in consulenza legale da un anno a questa parte?

Lo svelo subito: fotografo e video maker degli sposi VS staff video e foto del wedding planner

Perchè rappresenta un motivo di scontro? La risposta è immediata: non vi siete ancora capacitati di una cosa molto semplice all’apparenza, la necessità di buttare giù accordi scritti laddove la giurisprudenza tace.

Non è un mistero che il mondo del wedding abbia una grossa falla legale, molte figure non hanno nemmeno un riconoscimento legale e manca una norma che ovviamente disciplini tutte le fattispecie. Ma come sopperiamo a questa lacuna?

Ce lo ha insegnato il Covid ma è palese  (per mia fortuna ndr) che ancora non sia chiaro a tutti.

Ma andiamo per ordine. Un giorno una coppia di futuri sposi decide di affiancarsi ad un wedding planner, tale figura a volte mitologica (non è ancora chiaro ai più cosa faccia) inizia ad avere con gli sposi un rapporto costante e continuo. A volte viene ingaggiata anche due anni prima (post Covid i rapporti con gli sposi sono durati anche più di due anni).

Quantità industriali di sms, e mail, incontri su incontri, call a distanza. Per il wedding planner gli sposi giacciono sullo stato di famiglia. Il rapporto vi assicuro è continuo e totalmente assorbente sino al giorno del matrimonio ma a volte anche post.

Il matrimonio che vedete alla fine è il risultato di una progettualità lunga e complessa. Il wedding planner che si rispetti può essere considerato alla stregua di un brand ed è sotto il suo brand che l’evento si snoda.

Cosa è previsto nei contratti dei miei wedding planner in merito alla questione della gestione delle immagini?

In primis i miei WP gestiscono la questione delle liberatorie e vi svelo un segreto cari fornitori, quando sapete per certo che c’è un’agenzia o un planner tutte le vostre liberatorie devono allinearsi a queste. “Perchè?” chiedono a gran voce i fotografi. Perchè (tranne in casi limite ed eccezionali) il wedding planner conosce nei minimi dettagli i desideri degli sposi e, come ho scritto sopra, discutono anche di questo aspetto. Se gli sposi decidono di non voler autorizzare la pubblicazione, nessuno potrà farlo. In secondo luogo informano gli sposi, in una clausola apposita, che saranno presenti in evento video maker e fotografo che seguiranno lo staff a lavoro.

Cosa sta accadendo da qualche anno? La figura del planner sta crescendo e sta affinando una serie di aspetti.

C’è la necessità, dettata dall’esigenza di una comunicazione efficace, di mostrare ai papabili clienti il lavoro che si cela dietro le quinte di un evento e non solo. Il fotografo ed il video maker che seguono gli sposi sono chiamati ad un compito che è difficile conciliare con il racconto dell’evento dal punto di vista del planner. E’ impossibile, a meno che non abbia una squadra tale da destinare, in accordo col planner, degli elementi al lavoro dello staff.

Dove nasce il problema? Anzi i problemi? Nascono con riguardo a due aspetti: la sovrapposizione durante l’evento e la pubblicazione post o durante l’evento.

Ho notato da un pò di tempo che alcuni fotografi stanno inserendo nei contratti con gli sposi delle clasuole (spesso home made) in cui sarebbe prevista una sorta di esclusiva. Che problemi ha questa clausola? Direi qualcuno se non viene formulata da un legale esperto. Primo problema non è mai previsto l’effetto, cosa accade se l’esclusiva viene violata? Non si sa. Secondo problema, siete davvero convinti di avere il diritto di limitare al planner che ha creato l’evento la possibilità di procacciarsi materiale da pubblicare? Limitando il suo diritto di pubblicizzarsi?

Ora, mi è capitato di recente in una diatriba fresca fresca di sentir dire da un planner, che si rivolgeva al fotografo, “il mio contratto è superiore”. Vi sono sincera, mi sono illusa si riferisse al fatto della qualità del contratto (l’ho redatto io ndr) e invece no, il motivo che mi ha spiegato è assolutamente condivisibile: il contratto del planner assorbe tutti gli altri contratti ed il motivo è semplice. Il wedding planner propone, dirige, coordina e coadiuva tutti i fornitori per portare a casa il miglior risultato possibile.

Come si risolve questo problema? La soluzione è molto semplice ma prevede buonsenso ed intelligenza. Ciò che propongo sempre ai miei planner è questo: 1. accordi scritti in merito alla pubblicazione; 2. riunione (in location se essa non è conosciuta) dello staff tecnico foto/video al fine di suddividere le zone di lavoro. Riunione che deve terminare con un verbale in cui sarà specificato TUTTO quanto detto durante il briefing.

So che può sembrare un post contro i fotografi ma i miei fotografi del cuore sanno quanto io tuteli e ami anche loro ed è per questo che chiudo dicendo che gli sposi sono gli unici protagonisti di quel giorno e nessun fornitore deve permettersi di fare la “prima donna” ma una cosa resta sacrosanta, la prima linea deve essere sempre appannaggio del fotografo e del video maker dei clienti.

I miei clienti wedding planner però hanno gli staff tecnici briffati e capaci anche di fare gli Spiderman della situazione dalla seconda linea vero?