Wedding planner e fornitori: il contratto.

Abbiamo analizzato nei post precedenti il contratto che il wedding planner sottoscrive con gli sposi. Come promesso e annunciato oggi parleremo del contratto tra wedding planner e fornitori.

Innanzi tutto per quale motivo è raccomandabile per un organizzatore di eventi e matrimoni mettere nero su bianco le condizioni anche con i fornitori?

Il motivo fondamentale è rappresentato dall’esigenza di trasparenza: disciplinare e regolamentare il rapporto professionale è alla base di un rapporto proficuo.

Ma cosa deve contenere nello specifico? Vi svelerò 3 chicche.

Innanzi tutto, a mio avviso, in un contratto di questo tipo va indicata la modalità di ricezione della famosa “fee” che nel caso il fornitore riconosce al planner per avergli “passato l’evento”: Modalità e tempistica di erogazione nello specifico.

Un secondo elemento molto importante è stabilire con i fornitori alcune regole fondamentali per la condivisione del materiale sui social.

Accade spesso che, durante un evento oppure a posteriori, i vari fornitori impegnati, condividano il materiale reperito impropriamente. Comportamento che crea spesso delle acredini e rischia di rovinare i rapporti. Stabilire prima che tutto abbia inizio, ad esempio, che dovranno essere pubblicate solo le foto ufficiali corredate dalle menzioni di tutti i fornitori che hanno fatto parte della squadra metterà nelle condizioni tutti di comportarsi secondo patti scritti.

Un terzo elemento vitale rappresenta l’inserimento della clausola avente ad oggetto il patto di riservatezza: questo consente di tutelare la paternità del progetto che, inevitabilmente, dal designer dovrà passare agli altri fornitori per la realizzazione. Le parti si obbligheranno quindi a non diffondere in nessun caso i dettagli ed i particolari dell’evento “messo su carta”.

Ancora una volta credo appaia chiaro quanto un contratto che contenga gli elementi essenziali e specifici del settore possa rendere il lavoro molto più scorrevole e senza intoppi.

Conoscere dall’inizio le condizioni permetterà a tutti di conoscere il modus operandi e di conseguenza avendo sottoscritto un accordo nessuna delle parti potrà dire “non ne ero al corrente”.

Sono fermamente convinta che alla base di rapporti di lavoro sereni e continuativi nel tempo debba esserci uno strumento che consenta di partire nel migliore dei modi.

Vi ho svelato 3 elementi essenziali che spero possano rappresentare uno spunto. Ricordo sempre però che il contratto deve essere redatto da un professionista specializzato, non esiste un modello o un fac simile ma ogni volta che scaricate da Google un modello e lo utilizzate un avvocato ha un mancamento.

Come sempre resto a disposizione per ulteriori chiarimenti e se il post vi è stato utile mi piacerebbe ricevere i vostri feedback.

Il contratto tra Wedding Planner e Sposi

Come preannunciato oggi mi occuperò del contratto che ogni wedding planner dovrebbe stipulare con i futuri sposi.

Vi regalerò 5 elementi, a mio avviso fondamentali, di modo che possiate analizzare i vostri e capire in cosa eventualmente andrebbero migliorati.

Prima di iniziare una raccomandazione: non apportate le modifiche in modalità “fai da te”, la materia è sin troppo piena di insidie e vi assicuro che ogni volta che ci troviamo al cospetto di un contratto da modificare o da redigere ex novo anche noi avvocati studiamo.

La figura del wedding planner, come ben sappiamo, non è riconosciuta in Italia e questo complica le cose: per le professioni riconosciute sono previsti dei modelli contrattuali con clausole frutto anche della contrattazione collettiva dei vari sindacati, per questa figura professionale non esiste ovviamente nulla.

Questo ha comportato che, quando sei anni fa ho iniziato la mia specializzazione in materia “wedding”, mi sono ritrovata a dover costruire una figura contrattuale dal nulla.

Ma veniamo a noi, quali sono le clausole fondamentali per ottenere la redazione di un contratto assolutamente funzionale e che possa tutelare in primis il professionista ed in seconda battuta anche gli Sposi?

Oggi vi svelo 5 chicche!

La prima clausola “vitale” di un contratto che si rispetti è quella che riguarda l’oggetto del contratto: deve essere chiaro ai futuri sposi in cosa consiste il lavoro che il wedding planner andrà a svolgere. I servizi devono essere specificati e più l’elenco è dettagliato meglio è. Tutto questo soprattutto per una ragione: anche la futura sposa più preparata che si rivolge all’organizzatore del matrimonio non ha le idee chiare al 100%. Questo rappresenta una conseguenza anche del non ancora avvenuto riconoscimento della professione o spesso della comunicazione sui social che non è sempre chiarificatrice.

La seconda clausola fondamentale è quella che dettaglia tempi e modi dello svolgimento delle attività: i Clienti devono avere chiaro l’avanzamento dei lavori nel tempo e le conseguenti operazioni che saranno svolte dal professionista. Questa clausola “salvavita” vi verrà incontro anche in un’altra situazione che vedremo dopo.

Altra clausola che non può mancare nel vostro contratto è quella che contempla le modalità di pagamento, il compenso del wedding planner per ovvi motivi andrebbe suddiviso nel tempo (nulla vi vieta di farvi pagare tutto in anticipo, ovviamente dovrete essere tutti d’accordo): una caparra confirmatoria e successivi acconti. Alla sottoscrizione del contratto deve fare seguito immediatamente il versamento della caparra confirmatoria, questo permette da un lato all’accordo di perfezionarsi dall’altro in caso di problemi essa rappresenterà un anticipo dell’eventuale risarcimento del danno. Non sottoscrivete mai un contratto con la coppia senza farvi versare la caparra!!!

Quarto aspetto fondamentale è la questione del recesso, ciascuna delle parti può vedersi attribuito il diritto di recedere (venir meno all’accordo) e la cosa fondamentale è che esso deve essere scadenzato: devono essere previsti dei termini regolati in base al momento in cui si aziona tale diritto con conseguente previsione di una penale. Ed è quì che vi viene incontro il punto numero 2: se ad esempio la coppia decide di venir meno all’accordo la penale può essere tranquillamente calcolata in base al lavoro svolto secondo il calendario di avanzamento dei lavori. In sostanza la coppia andrà a rifondere al professionista il compenso relativo al lavoro già svolto.

Con alcune mie clienti wedding planner, che hanno voluto mettersi in gioco ancora più nel profondo, abbiamo elaborato un allegato al contratto che ha rappresentato davvero “il fiore all’occhiello”del lavoro finito.

L’ultimo elemento che voglio regalarvi riguarda una espressione che avete imparato a conoscere grazie al Covid: la clausola della forza maggiore. Mi è capitato più volte di dirvi che nel nostro ordinamento giuridico non esiste una esatta definizione di Forza Maggiore ed è per tale motivi che nei vostri contratti la clausola che la rappresenta deve essere ben specificata e dettagliata per permere alle parti di affrontare al meglio la situazione nel caso si presenti un problema legato a questo aspetto.

Esistono davvero tantissimi altri aspetti da approfondire, come già detto la redazione di un contratto comporta un lavoro certosino ed approfondito ma non solo! Il contratto deve essere personalizzato e costruito tenendo conto del modus operandi del professionista ed è questo il motivo per cui, come funziona per le diete, il contratto è sempre consigliabile non scambiarvelo con la collega pensando di fare i furbi: questo è un errore che a posteriori può risultare fatale.

Vuoi inviarmi il tuo contratto per capire se può essere migliorato? Una bella revisione può solo che fargli bene.

Scrivetemi pure un’e mail info@michelatombolini.it

 

Covid – ordinanze del Ministero della Salute
⚠️ Ecco le ordinanze tanto attese del Ministro Speranza ⚠️
 
Prima di darvi tutti i dettagli permettetemi una nota polemica, una battaglia che porto avanti dal 28 febbraio: le notizie fuorvianti dei media.
Se cercate su Google “Lombardia Zona Gialla” il primo risultato è questo articolo de “Il Giorno” https://www.ilgiorno.it/lombardia-zona-gialla-1.5784129
Cosa afferma in sostanza? Che dall’11 è probabile si vada in zona gialla, ovviamente SE i dati continueranno a riportare una situazione in miglioramento.
Ieri sono state pubblicate le tre nuove ordinanze del Ministro Speranza (le trovate qui http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioNotizieNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5210) e cosa prevede la prima?
Il rinnovo del colore arancione per Basilicata, Calabria, LOMBARDIA e Piemonte.
Ma come!?
Questo è un chiaro esempio di come i rumors a volte diano false speranze.
C’è un però: l’articolo n.2 stabilisce che “La presente ordinanza è efficace a decorrere dal 6 dicembre 2020 e sino al 20 dicembre 2020, ferma restando la possibilita’ di una nuova classificazione ai sensi dell’art. 1, comma 16-ter, del
decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33.”
Voi leggete una data?! Lascio a Voi i commenti.
La seconda ordinanza prevede il passaggio di Campania, Toscana, Valle D’Aosta e la Provincia Autonoma di Bolzano passano dall’area rossa all’area arancione.
La terza dispone il passaggio delle Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Puglia e Umbria dall’area arancione a quella gialla.
Il mio invito resta e resterà sempre quello di diffondere notizie solo con l’ufficialità, gli strumenti li abbiamo e ci sono ed abbiamo compreso dall’inizio di questa pandemia quanto fuorviante possa essere a volte certa stampa.
Il contratto perfetto in sette step

Navigare nel mare delle clausole contrattuali non è impresa semplice, soprattutto per delle future spose che mai avrebbero pensato di doversi cimentare con questioni legali lungo il cammino dell’organizzazione del giorno più bello e desiderato.

Oggi voglio darvi delle dritte per comprendere al meglio se ciò che vi viene sottoposto per la firma è un contratto con tutte le clausole ad hoc.

Per semplicità espositiva ho diviso l’analisi in sette step che rappresentano gli elementi essenziali che deve contenere un contratto valido.

Premessa: la lunghezza o il numero delle clausole non rappresenta un elemento discriminante, è il contenuto ciò conta!

  1. La prima cosa che dovete assolutamente fare quando vi trovate al cospetto di un accordo scritto, può sembrare banale dirlo, ma dovete leggerlo. Non dovete assolutamente permettere a nessuno di mettervi fretta, potete anche chiedere al fornitore di inviarvelo qualche giorno prima dell’incontro per la sottoscrizione di modo che possiate leggerlo con calma.
  2. Controllate se la descrizione dei servizi rappresenta tutto ciò che avete chiesto e concordato, è sempre meglio essere analitici e precisi nell’elencazione: più elementi ci sono meglio è.
  3. Devono essere dettagliate le modalità e le tempistiche di realizzazione della prestazione, avere un’idea precisa di questi elementi vi permetterà di essere più sereni e di poter controllare successivamente l’avanzamento dei lavori.
  4. In un accordo che si rispetti poi è essenziale sia presente la clausola che regola le tranches di pagamento con annesse scadenze.
  5. Deve essere presente la clausola che disciplina le ipotesi di Causa di forza maggiore Il covid ci ha insegnato che non sempre i progetti vanno come abbiamo pianificato, ha messo davanti ai futuri sposi un concetto che prima ignoravano: la forza maggiore. Più è dettagliata la clausola che la riguarda meglio è.
  6. Altra clausola molto importante, legata a quella della Causa di forza maggiore, è quella che disciplina le modalità di cambio data: entrambe le parti contrattuali devono sapere esattamente quali sarebbero le modalità di comportamento nel caso in cui l’evento dovesse essere rimandato se dovesse verificarsi “un intoppo”. Attenzione!!! La causa di forza maggiore rappresentata dal Covid non è la sola che potrebbe verificarsi: abbiamo tutta una gamma di imprevisti, anche meno gravi, che potrebbero rappresentare un problema. Sapere in anticipo come comportarsi è un grande vantaggio.
  7. Un’altra clausola molto importante che deve sempre essere presente in un accordo è quella del recesso, venire meno ad un accordo è un diritto e come tale va attribuito ad entrambi i sottoscrittori.

Ho avuto modo di parlare con tantissime future spose in questo 2020 e spesso mi hanno confessato che tutto avrebbero pensato tranne di dover diventare esperte di DPCM e contratti. Lo comprendo benissimo ma sappiate che nella nostra vita quotidiana sottoscriviamo continuamente dei contratti; pensiamo al mutuo, al contratto di affitto, alla polizza di assicurazione. Bisogna sempre essere coscienti che apponendo la nostra firma su di un pezzo di carta prendiamo un impegno e questo impegno va onorato.

Concludo dicendo che di ogni contratto vanno redatte due copie che andranno entrambe sottoscritte. Pretendete sempre quindi la vostra copia!

Se durante la lettura del contratto vi sorgono dei dubbi, un consiglio spassionato che vi lascio è quello di farlo leggere ad un esperto: lui saprà consigliarvi il meglio e di certo arriverete ancora più coscienti alla firma.

La stagione 2020 dei matrimoni ed eventi è ufficialmente terminata.

Dal 14 ottobre abbiamo iniziato ad interrogarci su come rimodulare i matrimoni e gli eventi per salvare la parte finale di una stagione 2020 malandata e zoppicante.

Avevamo assistito ad un evento storico: Federmep, Assoeventi, ANBC, Federfiori, AIRB, Associazione wedding planner Puglia, PWPA e Associazione wedding planners Milano si erano uniti per diffondere un appello congiunto per dar voce al disastro abbattutosi sul settore dei matrimoni ed eventi.

Nulla è servito: nemmeno il tempo di capire come applicare il limite di 30 ospiti imposto dal DPCM del 13 ottobre ed ecco qua il nuovo che spazza via ogni dubbio.

Dal 26 ottobre al 24 novembre, citando l’art 1 comma 9 lettera n) “Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose”.

Possiamo decretare quindi la fine della stagione 2020 degli eventi e dei matrimoni con buona pace di tutta la filiera del wedding.

“Le disposizioni del presente decreto si applicano dalla data del 26 ottobre 20220, in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 13 ottobre 2020, come modificato e integrato dal decreto Presidente del Consiglio dei ministri 18 ottobre 2020, e sono efficaci fino al 24 novembre 2020”. (articolo 12 DPCM del 24 ottobre 2020).

Una domanda ci assale: nelle more avremo un altro DPCM o fino al 24 novembre non vedremo più Conte in TV?

Ai posteri l’ardua sentenza!

PH @robertatrani

Nuovo DPCM: ma i matrimoni e gli eventi?

Nemmeno il tempo di digerire il DPCM del 13 ottobre 2020 ed eccone qua uno nuovo di zecca. Ieri Giuseppe Conte, come la migliore delle spose, si è fatto attendere rendendo necessario approvvigionamenti extra di pizze d’asporto e pop corn.

Questi mesi di pandemia ci hanno insegnato (ahimè non tutti hanno imparato ndr) che i rumors precedenti la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei provvedimenti del Governo non sempre vengono confermati nelle versioni ufficiali.

Mi batto dall’inizio di febbraio: leggiamo il provvedimento soltanto quando abbiamo in mano la versione ufficiale, non lasciamo che gli organi di informazione (non tutti!) con le notizie costruite sui “se” e sui “ma” condizionino il nostro umore.

Ma veniamo a noi.

Il nuovo DPCM è chiaro come rappresenti un intervento di modifica del precedente, da dove lo evinciamo? Dall’art.1 punto n.1 il quale recita “Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 13 ottobre 2020 sono apportate le seguenti modificazioni(…)”

Questo sta a significare che per tutto ciò che non è menzionato in questo DPCM resta valido quello del 13 ottobre, motivo per cui anche quest’ultimo vede la sua scadenza il 13 novembre 2020.

Per gli eventi ed i matrimoni quindi resta tutto invariato:

– Divieto per feste private in luoghi al chiuso e all’aperto

– Per i festeggiamenti conseguenti alle cerimonie civili e religiose stabilito un numero massimo di 30 persone

– Resta in vigore per le cerimonie in Chiesa il numero massimo di ospiti in base alla capienza del luogo (Allegato n.1 punto 1.2)

– Obbligo mascherina in Chiesa

– no coro

All’allegato n.9 del DPCM troviamo riportate le Linee Guida della Conferenza delle Regioni aggiornate all’8 ottobre 2020

Per le cerimonie sono confermate tutte le direttive così come in precedenza:

– misurazione obbligatoria temperatura;

– adeguata informazione sulle misure di prevenzione;

– elenco partecipanti per 14 giorni;

– accesso alla sede dell’evento assicurando 1 metro di separazione tra gli ospiti;

– tavoli organizzati con 1 metro di distanza tra i commensali (eccezione per chi non è soggetto a distanziamento);

– privilegiare spazi esterni;

– obbligo mascherina ambiente interno tranne quando seduti;

– obbligo mascherina all’aperto quando non è possibile rispettare il metro di distanza;

– Buffet con somministrazione, self service solo con prodotti preconfezionati;

– Ballo solo in spazi esterni;

– si a spettacoli ma eventuale interazione tra artista e ospiti distanza di almeno 2 metri.

Dal giorno successivo all’entrata in vigore del DPCM del 13 ottobre sono emersi una serie di dubbi che ho raccolto in questo elenco che contiene i più significativi:

“ Ma se ho una sala che può contenere 200 persone posso organizzare 5 comunioni con ognuna 30 ospiti?”

“ Se dispongo di 5 sale all’interno della mia location posso organizzare 5 diversi matrimoni? ”

“Se festeggio al ristorante il diciottesimo di mia figlia disponendo tavoli massimo da 6 persone posso farlo?”

Per poter fornire una risposta esaustiva il primo passo da compiere è comprendere la ratio del provvedimento: per quale motivo il Governo ha introdotto il limite massimo di ospiti?

Lo ha fatto per contenere il contagio e per evitare gli assembramenti propri di questi eventi ergo per rispondere alla prima domanda: in un’unica sala non è possibile festeggiare 5 comunioni con ognuna 30 ospiti perché avremmo semplicemente eluso la norma e vanificato l’intento del provvedimento.

Diverso è il discorso, a mio parere, per una location che abbia la disponibilità di più sale, in questo caso sembrerebbe possibile festeggiare più matrimoni ma a condizione che le sale non siano assolutamente comunicanti e che quindi si assicuri che i 30 ospiti di un matrimonio non entrino in contatto con gli altri 30 ospite dell’eventuale secondo matrimonio.

Per quanto riguarda infine la terza domanda anche qui la riposta può essere affermativa, al ristorante con le dovute precauzioni si può quindi “festeggiare”, con un pranzo o una cena, un compleanno senza creare “l’evento” in se che è vietato.

Rimpiangiamo a lacrime amare il passato quando l’unico problema ante evento era capire le previsioni del tempo, questa pandemia ci ha insegnato a leggere provvedimenti a capire la differenza tra decreto legge e DPCM e ci ha fatto comprendere che una intera filiera, quella del wedding e degli eventi, per lo Stato non esiste.

Se solo a Roma avessero consultato un solo esperto del settore avrebbero potuto emanare si un DPCM di tale tenore ma facendolo entrare in vigore il primo novembre: in un paese cattolico come l’Italia l’incidenza dei matrimoni celebrati in questo mese è davvero bassa.

Con tale accorgimento avremmo potuto evitare due conseguenze che si sono tristemente verificate:

  1. la celebrazione in barba a tutti i divieti di tantissimi matrimoni già organizzati;
  2. la perdita assurda di cifre assolutamente significative in derrate alimentari e fiori che sono finiti anzi tempo nella spazzatura.

Voglio concludere con un pensiero di una mia cliente party planner “scegliere di attenersi a una regola senza cercare soluzioni non è essere stupidi. E’ forte segno di responsabilità e professionalità.” (cit.Serena Puglisi – PartyPlanner).

Giro di vite anche in Puglia

Come accadde per le ordinanze di giugno anche ora Emiliano segue a ruota Musumeci seppur con alcune differenze.

In data 12 agosto il Governatore della Regione Puglia ha emanato l’ordinanza n.336 in vigore immediatamente e sino a nuovo provvedimento.

Vediamo insieme quali sono le novità.

In precedenza non vi era l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi all’aperto: da oggi invece vige l’obbligo di utilizzarla nel caso in cui non sia possibile rispettare la distanza di 1 metro. Tale obbligo afferisce ovviamente alla sfera personale di ognuno, questo sta a significare che ogni soggetto è responsabile nel caso in cui sia trovato senza.

Viene anche precisato che nelle occasioni di ballo, anche in luogo aperto andrà indossata la mascherina laddove non sia possibile rispettare la distanza di 2 metri.

Nella precedente ordinanza quella che era una semplice facoltà è diventata un obbligo: gli esercenti dei locali (location dei matrimoni ndr) dovranno obbligatoriamente misurare la temperatura ad ogni ospite impedendo l’ingresso a coloro i quali avranno una temperatura maggiore di 37,5 gradi.

Restanno confermate tutte le altre disposizioni previste nelle Linee Guida Regionali adottate con ordinanza n.283/2020.

Piccolo appunto: forse si stava un pò procedendo con leggerezza, negli ultimi giorni abbiamo assistito a festeggiamenti in cui non venivano rispettate al 100% le regole imposte. Esiste la possibilità, soprattutto in Puglia, di festeggiare il giorno più bello con qualche accorgimento in più che di fatto non comporta tutto questo grande stravolgimento.

Le spose 2020 stanno combattendo ed hanno cobattuto tantissimo per coronare, nonostate tutto, il loro sogno. Cerchiamo di essere tutti un pò più responsabili e sicuramente potremo lasciarci alle spalle questo brutto sogno.

PH @raffaelevestito

 

 

 

Nello Musumeci fa un passo indietro

Fuori le ordinanze n. 31 del 9 agosto 2020 e n.32 del 12 agosto 2020. Vediamo nel dettaglio cosa cambia per i matrimoni.

Avevamo guardato alla Sicilia come un esempio virtuoso: sua la prima ordinanza del “libera tutti” i primi di giugno. Ora però la situazione è un po’ mutata, l’innalzamento del numero dei contagi ha comportato un piccolo passo indietro.

Entrambe le ordinanze saranno valide sino al 10 settembre 2020.

Resta fermo il divieto assoluto di assembramento, il limite massimo del 40% della capienza, l’obbligo di utilizzare spazi all’aperto e di indossare la mascherina.

L’ordinanza n. 31 ha vietato le attività di ballo esercitate al chiuso in sale da ballo, discoteche e locali assimilati.

Per l’esercizio di attività all’esterno:

  1. resta fermo il principio del distanziamento interpersonale;
  2. ciascun esercizio non può tendenzialmente ospitare oltre il 40% dell’afflusso di pubblico normalmente autorizzato;
  3. si applicano – quale testo base e in sostituzione di ogni altra diversa regolamentazione – le Linee guida del 9 luglio 2020, e sue successive modificazioni e/o integrazioni, approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
  4. Le disposizioni si applicano anche se l’attività di ballo è offerta dagli esercenti l’attività di ristorazione, somministrazione di bevande, pizzerie, lidi ed ulteriori esercizi

E’ chiaro quindi che rientrano anche i matrimoni.

La modifica che balza subito all’occhio a parziale modifica dei provvedimenti precedenti è che gli ospiti dovranno sempre indossare la mascherina negli ambienti al chiuso e all’esterno.

L’ordinanza n. 32 del 12 agosto 2020 all’articolo n.5 precisa che “È, altresì, obbligatorio l’uso della mascherina in luoghi pubblici e privati, anche all’aperto, quando non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale.”

Quindi restano ferme le Linee Guida della Conferenza delle Regioni del 9 luglio 2020 a cui si dovrà fare riferimento per l’organizzazione della cerimonia e del ricevimento.

PH @fabiomastrovito