Auspicata ripresa e attesa

C’era tanta attesa per questo nuovo DPCM, complice anche una errata forma di comunicazione qualcuno si era convinto che a marzo avremmo avuto le tanto agognate linee guida per la ripartenza del settore wedding ed eventi.

Così non è stato ma proviamo a capire le motivazioni.

Come ben noto a tutti Federmep e Assoeventi sono in prima linea dall’inizio della pandemia per supportare il settore e per fornire supporti utili per la ripartenza.

Il 24 febbraio Serena Ranieri e Michele Boccardi erano in Commissione al Senato ed hanno consegnato le loro proposte per far ripartire gli eventi in sicurezza.

Come è ben noto questo DPCM è il primo dell’era Draghi e purtroppo mantiene all’art. 16 comma 2 il divieto di festeggiamento

“Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose”.

Quindi questo nuovo Governo che “non doveva far uso di DPCM” ha mantenuto tale divieto dal precedente.

Scusate se faccio un pò di sano sarcasmo ma l’emanazione di questo provvedimento è stata anticipata da cotanti rumors infondati da cui potrei tranquillamente trarre un bel post. Non è escluso io lo faccia (n.d.r!).

Quali sono stati i motivi del mantenimento di questo stop? In primis, così come anticipato dal Ministro Speranza, il mancato calo degli ultimi giorni dei contagi e in particolare la diffusione delle varianti del Covid che stanno attanagliando la penisola. Purtroppo non sono state ravvisate le condizioni affinchè si potessero allargare certe maglie.

In questo DPCM però qualche apertura c’è ed è quella relativa ai cinema, teatri e musei dal 27 marzo in zona gialla, la capienza non potrà superare il 25% di quella massima, fino a 400 spettatori all’aperto e 200 al chiuso per ogni sala.

Tutti i futuri sposi attendevano questo 5 marzo 2021 come si aspetta il Natale ma se da un lato voglio essere ottimista e dirvi che magari a fine mese avremo delle notizie sulla sorte della ripresa, auspicando di leggere nel DPCM del 6 aprile 2021 finalmente le linee guida per il via ai festeggiamenti, da un altro lato credo sia utile per le coppie, che hanno una data di matrimonio in aprile, iniziare a cercare una data alternativa. Questo in virtù del fatto che potrebbe anche esserci la possibilità di festeggiare in aprile ma come è accaduto per la fine della stagione 2020, ci saranno delle limitazioni più stringenti.

In realtà una data di ripresa ci sarebbe ed è il primo maggio così come indicato dal Protocollo presentato in Senato da Assoeventi, questo elemento combinato con riapertura di cui sopra di cinema e teatri credo ci possa rappresentare un presupposto per essere ottimisti.

In sostanza viene richiesto ai futuri sposi di attendere ancora ma spero davvero possano farlo guardando al prossimo futuro con un mood positivo: il mondo del wedding e degli eventi deve riprendere e accadrà, ne sono certa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tampone e protocollo ripartenza wedding ed eventi

Voglio iniziare questo nuovo post del blog ribadendo un monito che ormai vado ripetendo come un mantra da più di un anno: ogni qualvolta ascoltate o leggete un contenuto sui social verificate le fonti. Dovete farlo sempre anche dopo aver letto o ascoltato me! Nessuno eslcuso! Condividere dei contenuti informativi così importanti senza accertarsi che corrispondano al vero non è una cosa positiva ma diventa un boomerang.

Ormai è diventata virale la diretta che il Presidente di Assoeventi, Michele Boccardi ha tenuto su Facebook. La trovate qui https://www.facebook.com/AssoeventiConfindustria/videos/3701795659906334.

Ieri ho letto di tutto e voglio partire specificando che Boccardi non è il Presidente di Confindustria (magari un giorno lo sarà ndr) come da alcuni maldestramente indicato ieri, ma di Assoeventi che ad ogni modo è l’associazione nazionale delle imprese che operano nel settore degli eventi ed è socio effettivo di Confindustria.

Assodato questo veniamo al punto, nella sua ora di diretta che potrete trovare qui ha messo in chiaro diversi punti di cui vi offro una sintesi.

– Questione Tampone

Ha iniziato parlando dell’ormai annosa questione dei tamponi chiarendo che ad oggi l’ipotesi è una mera idea, una delle tante per far ripartire il settore.

In queste settimane il tema impazza tra le spose, procurando dibattiti e fiumi di parole. Scatenando diversi gruppi di future spose che sono scese in campo con il coltello in mezzo ai denti.

Ha anche precisato che anche secondo la politica di Alitalia e Costa Crociere la questione tampone è un’opzione non è un obbligo ergo ad oggi non esiste nessuna disposizione o legge che imponga nulla.

Boccardi ha precisato però che potrebbe essere data la possibilità di scelta agli sposi: nel momento in cui dovessero decidere di sottoporre tutti gli ospiti ai tamponi potrebbero ottenere meno restrizioni.

Infine ha dato un’informazione molto importante: il costo del tampone sarebbe sostenuto dal Ministero dell’economia, quindi la questione dell’accollo dei costi verrebbe nel caso risolta così.

  • Questione nuovo protocollo ripartenza

Assoeventi e Federmep sono a lavoro ormai da ottobre per la redazione del nuovo protocollo. Ma consentitemi un passo indietro e permettetemi un po’ di sano campanilismo: la Puglia scorsa stagione è stata una delle regioni più virtuose, ha disposto un tavolo tecnico e partorito un protocollo entrato in vigore il 15 giugno 2020 (modificato a settembre 2020) che è stato poi anche recepito dalla Conferenza delle Regioni.

E’ proprio di questi giorni la notizia che in Puglia è stato avviato un laboratorio che prendendo le mosse da questo protocollo 2020 darà la luce al nuovo che sarà presentato a breve al Ministro della Sanità.

Boccardi ha risposto alle tante domande delle spose ma anche dei tanti fornitori collegati ed ha manifestato la sua convinzione che i matrimoni di aprile e maggio potranno essere festeggiati. Dubbio per quelli di marzo. Per i matrimoni della ripartenza della stagione dovranno essere ovviamente previste misure più restrittive che via via verranno allentate se la curva del contagio continuerà la sua discesa, la campagna vaccinale proseguirà e con l’avvento delle temperature più miti.

In assoluta sintesi la proposta del nuovo protocollo quindi prenderà le mosse da quello 2020 che verrà modificato ed aggiornato.

 

  • Questione limite numero invitati

Altra questione annosa che ripeto da mesi ma che ora ribadita da un ex Senatore forse convincerà i più scettici che avevo ragione: il limite dei 30 ospiti è stato abrogato, non esiste più. Sino al 5 marzo abbiamo il divieto di festeggiamento e l’unico criterio ancora in piedi è quello del distanziamento. Ogni location avrà un limite in base alla capienza.

 

  • Questione coprifuoco

Il coprifuoco fino alle 22 è in vigore fino al 5 marzo e presumibilmente decadrà con il decadere del DPCM stesso. Anche in questa occasione ve lo ribadisco: se il DPCM non viene convertito in legge entro 60 giorni dalla sua emanazione perde efficacia e con esso tutte le disposizioni in esso contenute.

 

In conclusione non ci resta che attendere in primis la fiducia al nuovo Governo e con essa l’avvio dei lavori e poi il nuovo DPCM che come ha ribadito Boccardi potrebbe già contenere le linee guida per la ripresa della stagione degli eventi.

Linee guida che ovviamente riguardando i matrimoni comprenderanno anche gli eventi più piccoli: battesimi, cresime, comunioni e party.

Un segnale di speranza da oltreoceano

I ristoranti di New York City possono riprendere a mangiare al coperto dal 14 febbraio, mentre i ricevimenti di nozze fino a 150 persone saranno ammessi in tutto lo stato il mese prossimo, secondo Andrew Cuomo.

Il governatore democratico ha anche annunciato un piano Venerdì per consentire ricevimenti di nozze a partire dal 15 marzo a condizione che seguano alcune regole e restrizioni, limitandoli a non più di 150 ospiti e che tutti i partecipanti devono essere testati per il virus prima dell’evento.” https://eu.lohud.com/story/news/2021/01/29/new-york-city-indoor-dining-can-resume-cuomo-says/4308237001/

Ebbene si, oltreoceano dove la situazione relativa all’emergenza COVID 19 è assolutamente peggiore della nostra in Italia, si parla di ripresa del settore del wedding.

I tempi della ripresa in USA coinciderebbero anche con la pubblicazione del nuovo DPCM in Italia previsto i primi giorni di marzo.

Parto da questa notizia oggi per offrirvi un’altra “botta” del mio ottimismo.

Continuo a ricevere messaggi di preoccupazione e richieste di consiglio da parte sia di futuri sposi sia di fornitori della filiera del wedding. La paura ultimamente riguarda l’eventuale riduzione del numero degli ospiti ed aleggia ancora lo spettro del famoso limite a 30 invitati disposto dal DPCM di ottobre 2020. In merito a questa limitazione sono già intervenuta per ribadire che questo limite è di fatto “morto” insieme al provvedimento stesso che se non viene convertito in legge decade trascinando con sé tutte le disposizioni.

Non nego che potrebbe essere previsto un numero di ospiti massimo, come ha fatto il Governatore di New York, ma è tutto da vedere. Scorsa estate tra le limitazioni non abbiamo avuto un numero massimo di ospiti, è stato previsto ad ottobre sulla scia della fine dei matrimoni. Questo intervento del Governo fu deciso nell’ottica di non dare uno stop immediato ma di mettere un limite agli ultimi matrimoni della stagione che non potevano essere festeggiati all’aperto.

Facciamo un passo indietro: nella scorsa stagione dei matrimoni abbiamo avuto regioni che hanno emanato delle linee guida ma la maggior parte di loro si è riportata a quelle della Conferenza delle Regioni. Tra queste linee guida, più volte sottoposte a modifiche, non c’è mai stato un limite di ospiti se non quello relativo alla capienza delle sale interne rapportato alle distanze che dovevano essere rispettate tra commensali e tra tavoli. Negli spazi aperti, per ovvi motivi, non vi erano limiti di capienza: le limitazioni erano meno restrittive.

Quindi a mio parere sarà più verosimile avere una limitazione come lo scorso anno.

Un elemento che sta facendo tanto discutere è anche quello della possibilità di sottoporre gli ospiti al tampone, anche Cuomo ha paventato tale ipotesi ma per il momento, a parte qualche proposta, non abbiamo nulla di ufficiale. Attendiamo un mese e presto sapremo cosa accadrà, io continuo ad essere ottimista e inizio a vedere la luce infondo al tunnel.

Se la ripresa degli eventi si paventa in un Paese che versa in condizioni peggiori del nostro, per quale motivo non dobbiamo auspicare la ripresa da noi?

Marzo non è poi così lontano.

 

Wedding planner e fornitori: il contratto.

Abbiamo analizzato nei post precedenti il contratto che il wedding planner sottoscrive con gli sposi. Come promesso e annunciato oggi parleremo del contratto tra wedding planner e fornitori.

Innanzi tutto per quale motivo è raccomandabile per un organizzatore di eventi e matrimoni mettere nero su bianco le condizioni anche con i fornitori?

Il motivo fondamentale è rappresentato dall’esigenza di trasparenza: disciplinare e regolamentare il rapporto professionale è alla base di un rapporto proficuo.

Ma cosa deve contenere nello specifico? Vi svelerò 3 chicche.

Innanzi tutto, a mio avviso, in un contratto di questo tipo va indicata la modalità di ricezione della famosa “fee” che nel caso il fornitore riconosce al planner per avergli “passato l’evento”: Modalità e tempistica di erogazione nello specifico.

Un secondo elemento molto importante è stabilire con i fornitori alcune regole fondamentali per la condivisione del materiale sui social.

Accade spesso che, durante un evento oppure a posteriori, i vari fornitori impegnati, condividano il materiale reperito impropriamente. Comportamento che crea spesso delle acredini e rischia di rovinare i rapporti. Stabilire prima che tutto abbia inizio, ad esempio, che dovranno essere pubblicate solo le foto ufficiali corredate dalle menzioni di tutti i fornitori che hanno fatto parte della squadra metterà nelle condizioni tutti di comportarsi secondo patti scritti.

Un terzo elemento vitale rappresenta l’inserimento della clausola avente ad oggetto il patto di riservatezza: questo consente di tutelare la paternità del progetto che, inevitabilmente, dal designer dovrà passare agli altri fornitori per la realizzazione. Le parti si obbligheranno quindi a non diffondere in nessun caso i dettagli ed i particolari dell’evento “messo su carta”.

Ancora una volta credo appaia chiaro quanto un contratto che contenga gli elementi essenziali e specifici del settore possa rendere il lavoro molto più scorrevole e senza intoppi.

Conoscere dall’inizio le condizioni permetterà a tutti di conoscere il modus operandi e di conseguenza avendo sottoscritto un accordo nessuna delle parti potrà dire “non ne ero al corrente”.

Sono fermamente convinta che alla base di rapporti di lavoro sereni e continuativi nel tempo debba esserci uno strumento che consenta di partire nel migliore dei modi.

Vi ho svelato 3 elementi essenziali che spero possano rappresentare uno spunto. Ricordo sempre però che il contratto deve essere redatto da un professionista specializzato, non esiste un modello o un fac simile ma ogni volta che scaricate da Google un modello e lo utilizzate un avvocato ha un mancamento.

Come sempre resto a disposizione per ulteriori chiarimenti e se il post vi è stato utile mi piacerebbe ricevere i vostri feedback.

Il contratto tra Wedding Planner e Sposi

Come preannunciato oggi mi occuperò del contratto che ogni wedding planner dovrebbe stipulare con i futuri sposi.

Vi regalerò 5 elementi, a mio avviso fondamentali, di modo che possiate analizzare i vostri e capire in cosa eventualmente andrebbero migliorati.

Prima di iniziare una raccomandazione: non apportate le modifiche in modalità “fai da te”, la materia è sin troppo piena di insidie e vi assicuro che ogni volta che ci troviamo al cospetto di un contratto da modificare o da redigere ex novo anche noi avvocati studiamo.

La figura del wedding planner, come ben sappiamo, non è riconosciuta in Italia e questo complica le cose: per le professioni riconosciute sono previsti dei modelli contrattuali con clausole frutto anche della contrattazione collettiva dei vari sindacati, per questa figura professionale non esiste ovviamente nulla.

Questo ha comportato che, quando sei anni fa ho iniziato la mia specializzazione in materia “wedding”, mi sono ritrovata a dover costruire una figura contrattuale dal nulla.

Ma veniamo a noi, quali sono le clausole fondamentali per ottenere la redazione di un contratto assolutamente funzionale e che possa tutelare in primis il professionista ed in seconda battuta anche gli Sposi?

Oggi vi svelo 5 chicche!

La prima clausola “vitale” di un contratto che si rispetti è quella che riguarda l’oggetto del contratto: deve essere chiaro ai futuri sposi in cosa consiste il lavoro che il wedding planner andrà a svolgere. I servizi devono essere specificati e più l’elenco è dettagliato meglio è. Tutto questo soprattutto per una ragione: anche la futura sposa più preparata che si rivolge all’organizzatore del matrimonio non ha le idee chiare al 100%. Questo rappresenta una conseguenza anche del non ancora avvenuto riconoscimento della professione o spesso della comunicazione sui social che non è sempre chiarificatrice.

La seconda clausola fondamentale è quella che dettaglia tempi e modi dello svolgimento delle attività: i Clienti devono avere chiaro l’avanzamento dei lavori nel tempo e le conseguenti operazioni che saranno svolte dal professionista. Questa clausola “salvavita” vi verrà incontro anche in un’altra situazione che vedremo dopo.

Altra clausola che non può mancare nel vostro contratto è quella che contempla le modalità di pagamento, il compenso del wedding planner per ovvi motivi andrebbe suddiviso nel tempo (nulla vi vieta di farvi pagare tutto in anticipo, ovviamente dovrete essere tutti d’accordo): una caparra confirmatoria e successivi acconti. Alla sottoscrizione del contratto deve fare seguito immediatamente il versamento della caparra confirmatoria, questo permette da un lato all’accordo di perfezionarsi dall’altro in caso di problemi essa rappresenterà un anticipo dell’eventuale risarcimento del danno. Non sottoscrivete mai un contratto con la coppia senza farvi versare la caparra!!!

Quarto aspetto fondamentale è la questione del recesso, ciascuna delle parti può vedersi attribuito il diritto di recedere (venir meno all’accordo) e la cosa fondamentale è che esso deve essere scadenzato: devono essere previsti dei termini regolati in base al momento in cui si aziona tale diritto con conseguente previsione di una penale. Ed è quì che vi viene incontro il punto numero 2: se ad esempio la coppia decide di venir meno all’accordo la penale può essere tranquillamente calcolata in base al lavoro svolto secondo il calendario di avanzamento dei lavori. In sostanza la coppia andrà a rifondere al professionista il compenso relativo al lavoro già svolto.

Con alcune mie clienti wedding planner, che hanno voluto mettersi in gioco ancora più nel profondo, abbiamo elaborato un allegato al contratto che ha rappresentato davvero “il fiore all’occhiello”del lavoro finito.

L’ultimo elemento che voglio regalarvi riguarda una espressione che avete imparato a conoscere grazie al Covid: la clausola della forza maggiore. Mi è capitato più volte di dirvi che nel nostro ordinamento giuridico non esiste una esatta definizione di Forza Maggiore ed è per tale motivi che nei vostri contratti la clausola che la rappresenta deve essere ben specificata e dettagliata per permere alle parti di affrontare al meglio la situazione nel caso si presenti un problema legato a questo aspetto.

Esistono davvero tantissimi altri aspetti da approfondire, come già detto la redazione di un contratto comporta un lavoro certosino ed approfondito ma non solo! Il contratto deve essere personalizzato e costruito tenendo conto del modus operandi del professionista ed è questo il motivo per cui, come funziona per le diete, il contratto è sempre consigliabile non scambiarvelo con la collega pensando di fare i furbi: questo è un errore che a posteriori può risultare fatale.

Vuoi inviarmi il tuo contratto per capire se può essere migliorato? Una bella revisione può solo che fargli bene.

Scrivetemi pure un’e mail info@michelatombolini.it

 

Covid – ordinanze del Ministero della Salute
⚠️ Ecco le ordinanze tanto attese del Ministro Speranza ⚠️
 
Prima di darvi tutti i dettagli permettetemi una nota polemica, una battaglia che porto avanti dal 28 febbraio: le notizie fuorvianti dei media.
Se cercate su Google “Lombardia Zona Gialla” il primo risultato è questo articolo de “Il Giorno” https://www.ilgiorno.it/lombardia-zona-gialla-1.5784129
Cosa afferma in sostanza? Che dall’11 è probabile si vada in zona gialla, ovviamente SE i dati continueranno a riportare una situazione in miglioramento.
Ieri sono state pubblicate le tre nuove ordinanze del Ministro Speranza (le trovate qui http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioNotizieNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5210) e cosa prevede la prima?
Il rinnovo del colore arancione per Basilicata, Calabria, LOMBARDIA e Piemonte.
Ma come!?
Questo è un chiaro esempio di come i rumors a volte diano false speranze.
C’è un però: l’articolo n.2 stabilisce che “La presente ordinanza è efficace a decorrere dal 6 dicembre 2020 e sino al 20 dicembre 2020, ferma restando la possibilita’ di una nuova classificazione ai sensi dell’art. 1, comma 16-ter, del
decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33.”
Voi leggete una data?! Lascio a Voi i commenti.
La seconda ordinanza prevede il passaggio di Campania, Toscana, Valle D’Aosta e la Provincia Autonoma di Bolzano passano dall’area rossa all’area arancione.
La terza dispone il passaggio delle Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Puglia e Umbria dall’area arancione a quella gialla.
Il mio invito resta e resterà sempre quello di diffondere notizie solo con l’ufficialità, gli strumenti li abbiamo e ci sono ed abbiamo compreso dall’inizio di questa pandemia quanto fuorviante possa essere a volte certa stampa.
Il contratto perfetto in sette step

Navigare nel mare delle clausole contrattuali non è impresa semplice, soprattutto per delle future spose che mai avrebbero pensato di doversi cimentare con questioni legali lungo il cammino dell’organizzazione del giorno più bello e desiderato.

Oggi voglio darvi delle dritte per comprendere al meglio se ciò che vi viene sottoposto per la firma è un contratto con tutte le clausole ad hoc.

Per semplicità espositiva ho diviso l’analisi in sette step che rappresentano gli elementi essenziali che deve contenere un contratto valido.

Premessa: la lunghezza o il numero delle clausole non rappresenta un elemento discriminante, è il contenuto ciò conta!

  1. La prima cosa che dovete assolutamente fare quando vi trovate al cospetto di un accordo scritto, può sembrare banale dirlo, ma dovete leggerlo. Non dovete assolutamente permettere a nessuno di mettervi fretta, potete anche chiedere al fornitore di inviarvelo qualche giorno prima dell’incontro per la sottoscrizione di modo che possiate leggerlo con calma.
  2. Controllate se la descrizione dei servizi rappresenta tutto ciò che avete chiesto e concordato, è sempre meglio essere analitici e precisi nell’elencazione: più elementi ci sono meglio è.
  3. Devono essere dettagliate le modalità e le tempistiche di realizzazione della prestazione, avere un’idea precisa di questi elementi vi permetterà di essere più sereni e di poter controllare successivamente l’avanzamento dei lavori.
  4. In un accordo che si rispetti poi è essenziale sia presente la clausola che regola le tranches di pagamento con annesse scadenze.
  5. Deve essere presente la clausola che disciplina le ipotesi di Causa di forza maggiore Il covid ci ha insegnato che non sempre i progetti vanno come abbiamo pianificato, ha messo davanti ai futuri sposi un concetto che prima ignoravano: la forza maggiore. Più è dettagliata la clausola che la riguarda meglio è.
  6. Altra clausola molto importante, legata a quella della Causa di forza maggiore, è quella che disciplina le modalità di cambio data: entrambe le parti contrattuali devono sapere esattamente quali sarebbero le modalità di comportamento nel caso in cui l’evento dovesse essere rimandato se dovesse verificarsi “un intoppo”. Attenzione!!! La causa di forza maggiore rappresentata dal Covid non è la sola che potrebbe verificarsi: abbiamo tutta una gamma di imprevisti, anche meno gravi, che potrebbero rappresentare un problema. Sapere in anticipo come comportarsi è un grande vantaggio.
  7. Un’altra clausola molto importante che deve sempre essere presente in un accordo è quella del recesso, venire meno ad un accordo è un diritto e come tale va attribuito ad entrambi i sottoscrittori.

Ho avuto modo di parlare con tantissime future spose in questo 2020 e spesso mi hanno confessato che tutto avrebbero pensato tranne di dover diventare esperte di DPCM e contratti. Lo comprendo benissimo ma sappiate che nella nostra vita quotidiana sottoscriviamo continuamente dei contratti; pensiamo al mutuo, al contratto di affitto, alla polizza di assicurazione. Bisogna sempre essere coscienti che apponendo la nostra firma su di un pezzo di carta prendiamo un impegno e questo impegno va onorato.

Concludo dicendo che di ogni contratto vanno redatte due copie che andranno entrambe sottoscritte. Pretendete sempre quindi la vostra copia!

Se durante la lettura del contratto vi sorgono dei dubbi, un consiglio spassionato che vi lascio è quello di farlo leggere ad un esperto: lui saprà consigliarvi il meglio e di certo arriverete ancora più coscienti alla firma.

La stagione 2020 dei matrimoni ed eventi è ufficialmente terminata.

Dal 14 ottobre abbiamo iniziato ad interrogarci su come rimodulare i matrimoni e gli eventi per salvare la parte finale di una stagione 2020 malandata e zoppicante.

Avevamo assistito ad un evento storico: Federmep, Assoeventi, ANBC, Federfiori, AIRB, Associazione wedding planner Puglia, PWPA e Associazione wedding planners Milano si erano uniti per diffondere un appello congiunto per dar voce al disastro abbattutosi sul settore dei matrimoni ed eventi.

Nulla è servito: nemmeno il tempo di capire come applicare il limite di 30 ospiti imposto dal DPCM del 13 ottobre ed ecco qua il nuovo che spazza via ogni dubbio.

Dal 26 ottobre al 24 novembre, citando l’art 1 comma 9 lettera n) “Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose”.

Possiamo decretare quindi la fine della stagione 2020 degli eventi e dei matrimoni con buona pace di tutta la filiera del wedding.

“Le disposizioni del presente decreto si applicano dalla data del 26 ottobre 20220, in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 13 ottobre 2020, come modificato e integrato dal decreto Presidente del Consiglio dei ministri 18 ottobre 2020, e sono efficaci fino al 24 novembre 2020”. (articolo 12 DPCM del 24 ottobre 2020).

Una domanda ci assale: nelle more avremo un altro DPCM o fino al 24 novembre non vedremo più Conte in TV?

Ai posteri l’ardua sentenza!

PH @robertatrani