La stagione 2020 dei matrimoni ed eventi è ufficialmente terminata.

Dal 14 ottobre abbiamo iniziato ad interrogarci su come rimodulare i matrimoni e gli eventi per salvare la parte finale di una stagione 2020 malandata e zoppicante.

Avevamo assistito ad un evento storico: Federmep, Assoeventi, ANBC, Federfiori, AIRB, Associazione wedding planner Puglia, PWPA e Associazione wedding planners Milano si erano uniti per diffondere un appello congiunto per dar voce al disastro abbattutosi sul settore dei matrimoni ed eventi.

Nulla è servito: nemmeno il tempo di capire come applicare il limite di 30 ospiti imposto dal DPCM del 13 ottobre ed ecco qua il nuovo che spazza via ogni dubbio.

Dal 26 ottobre al 24 novembre, citando l’art 1 comma 9 lettera n) “Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose”.

Possiamo decretare quindi la fine della stagione 2020 degli eventi e dei matrimoni con buona pace di tutta la filiera del wedding.

“Le disposizioni del presente decreto si applicano dalla data del 26 ottobre 20220, in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 13 ottobre 2020, come modificato e integrato dal decreto Presidente del Consiglio dei ministri 18 ottobre 2020, e sono efficaci fino al 24 novembre 2020”. (articolo 12 DPCM del 24 ottobre 2020).

Una domanda ci assale: nelle more avremo un altro DPCM o fino al 24 novembre non vedremo più Conte in TV?

Ai posteri l’ardua sentenza!

PH @robertatrani

Nuovo DPCM: ma i matrimoni e gli eventi?

Nemmeno il tempo di digerire il DPCM del 13 ottobre 2020 ed eccone qua uno nuovo di zecca. Ieri Giuseppe Conte, come la migliore delle spose, si è fatto attendere rendendo necessario approvvigionamenti extra di pizze d’asporto e pop corn.

Questi mesi di pandemia ci hanno insegnato (ahimè non tutti hanno imparato ndr) che i rumors precedenti la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei provvedimenti del Governo non sempre vengono confermati nelle versioni ufficiali.

Mi batto dall’inizio di febbraio: leggiamo il provvedimento soltanto quando abbiamo in mano la versione ufficiale, non lasciamo che gli organi di informazione (non tutti!) con le notizie costruite sui “se” e sui “ma” condizionino il nostro umore.

Ma veniamo a noi.

Il nuovo DPCM è chiaro come rappresenti un intervento di modifica del precedente, da dove lo evinciamo? Dall’art.1 punto n.1 il quale recita “Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 13 ottobre 2020 sono apportate le seguenti modificazioni(…)”

Questo sta a significare che per tutto ciò che non è menzionato in questo DPCM resta valido quello del 13 ottobre, motivo per cui anche quest’ultimo vede la sua scadenza il 13 novembre 2020.

Per gli eventi ed i matrimoni quindi resta tutto invariato:

– Divieto per feste private in luoghi al chiuso e all’aperto

– Per i festeggiamenti conseguenti alle cerimonie civili e religiose stabilito un numero massimo di 30 persone

– Resta in vigore per le cerimonie in Chiesa il numero massimo di ospiti in base alla capienza del luogo (Allegato n.1 punto 1.2)

– Obbligo mascherina in Chiesa

– no coro

All’allegato n.9 del DPCM troviamo riportate le Linee Guida della Conferenza delle Regioni aggiornate all’8 ottobre 2020

Per le cerimonie sono confermate tutte le direttive così come in precedenza:

– misurazione obbligatoria temperatura;

– adeguata informazione sulle misure di prevenzione;

– elenco partecipanti per 14 giorni;

– accesso alla sede dell’evento assicurando 1 metro di separazione tra gli ospiti;

– tavoli organizzati con 1 metro di distanza tra i commensali (eccezione per chi non è soggetto a distanziamento);

– privilegiare spazi esterni;

– obbligo mascherina ambiente interno tranne quando seduti;

– obbligo mascherina all’aperto quando non è possibile rispettare il metro di distanza;

– Buffet con somministrazione, self service solo con prodotti preconfezionati;

– Ballo solo in spazi esterni;

– si a spettacoli ma eventuale interazione tra artista e ospiti distanza di almeno 2 metri.

Dal giorno successivo all’entrata in vigore del DPCM del 13 ottobre sono emersi una serie di dubbi che ho raccolto in questo elenco che contiene i più significativi:

“ Ma se ho una sala che può contenere 200 persone posso organizzare 5 comunioni con ognuna 30 ospiti?”

“ Se dispongo di 5 sale all’interno della mia location posso organizzare 5 diversi matrimoni? ”

“Se festeggio al ristorante il diciottesimo di mia figlia disponendo tavoli massimo da 6 persone posso farlo?”

Per poter fornire una risposta esaustiva il primo passo da compiere è comprendere la ratio del provvedimento: per quale motivo il Governo ha introdotto il limite massimo di ospiti?

Lo ha fatto per contenere il contagio e per evitare gli assembramenti propri di questi eventi ergo per rispondere alla prima domanda: in un’unica sala non è possibile festeggiare 5 comunioni con ognuna 30 ospiti perché avremmo semplicemente eluso la norma e vanificato l’intento del provvedimento.

Diverso è il discorso, a mio parere, per una location che abbia la disponibilità di più sale, in questo caso sembrerebbe possibile festeggiare più matrimoni ma a condizione che le sale non siano assolutamente comunicanti e che quindi si assicuri che i 30 ospiti di un matrimonio non entrino in contatto con gli altri 30 ospite dell’eventuale secondo matrimonio.

Per quanto riguarda infine la terza domanda anche qui la riposta può essere affermativa, al ristorante con le dovute precauzioni si può quindi “festeggiare”, con un pranzo o una cena, un compleanno senza creare “l’evento” in se che è vietato.

Rimpiangiamo a lacrime amare il passato quando l’unico problema ante evento era capire le previsioni del tempo, questa pandemia ci ha insegnato a leggere provvedimenti a capire la differenza tra decreto legge e DPCM e ci ha fatto comprendere che una intera filiera, quella del wedding e degli eventi, per lo Stato non esiste.

Se solo a Roma avessero consultato un solo esperto del settore avrebbero potuto emanare si un DPCM di tale tenore ma facendolo entrare in vigore il primo novembre: in un paese cattolico come l’Italia l’incidenza dei matrimoni celebrati in questo mese è davvero bassa.

Con tale accorgimento avremmo potuto evitare due conseguenze che si sono tristemente verificate:

  1. la celebrazione in barba a tutti i divieti di tantissimi matrimoni già organizzati;
  2. la perdita assurda di cifre assolutamente significative in derrate alimentari e fiori che sono finiti anzi tempo nella spazzatura.

Voglio concludere con un pensiero di una mia cliente party planner “scegliere di attenersi a una regola senza cercare soluzioni non è essere stupidi. E’ forte segno di responsabilità e professionalità.” (cit.Serena Puglisi – PartyPlanner).

Giro di vite anche in Puglia

Come accadde per le ordinanze di giugno anche ora Emiliano segue a ruota Musumeci seppur con alcune differenze.

In data 12 agosto il Governatore della Regione Puglia ha emanato l’ordinanza n.336 in vigore immediatamente e sino a nuovo provvedimento.

Vediamo insieme quali sono le novità.

In precedenza non vi era l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi all’aperto: da oggi invece vige l’obbligo di utilizzarla nel caso in cui non sia possibile rispettare la distanza di 1 metro. Tale obbligo afferisce ovviamente alla sfera personale di ognuno, questo sta a significare che ogni soggetto è responsabile nel caso in cui sia trovato senza.

Viene anche precisato che nelle occasioni di ballo, anche in luogo aperto andrà indossata la mascherina laddove non sia possibile rispettare la distanza di 2 metri.

Nella precedente ordinanza quella che era una semplice facoltà è diventata un obbligo: gli esercenti dei locali (location dei matrimoni ndr) dovranno obbligatoriamente misurare la temperatura ad ogni ospite impedendo l’ingresso a coloro i quali avranno una temperatura maggiore di 37,5 gradi.

Restanno confermate tutte le altre disposizioni previste nelle Linee Guida Regionali adottate con ordinanza n.283/2020.

Piccolo appunto: forse si stava un pò procedendo con leggerezza, negli ultimi giorni abbiamo assistito a festeggiamenti in cui non venivano rispettate al 100% le regole imposte. Esiste la possibilità, soprattutto in Puglia, di festeggiare il giorno più bello con qualche accorgimento in più che di fatto non comporta tutto questo grande stravolgimento.

Le spose 2020 stanno combattendo ed hanno cobattuto tantissimo per coronare, nonostate tutto, il loro sogno. Cerchiamo di essere tutti un pò più responsabili e sicuramente potremo lasciarci alle spalle questo brutto sogno.

PH @raffaelevestito

 

 

 

Nello Musumeci fa un passo indietro

Fuori le ordinanze n. 31 del 9 agosto 2020 e n.32 del 12 agosto 2020. Vediamo nel dettaglio cosa cambia per i matrimoni.

Avevamo guardato alla Sicilia come un esempio virtuoso: sua la prima ordinanza del “libera tutti” i primi di giugno. Ora però la situazione è un po’ mutata, l’innalzamento del numero dei contagi ha comportato un piccolo passo indietro.

Entrambe le ordinanze saranno valide sino al 10 settembre 2020.

Resta fermo il divieto assoluto di assembramento, il limite massimo del 40% della capienza, l’obbligo di utilizzare spazi all’aperto e di indossare la mascherina.

L’ordinanza n. 31 ha vietato le attività di ballo esercitate al chiuso in sale da ballo, discoteche e locali assimilati.

Per l’esercizio di attività all’esterno:

  1. resta fermo il principio del distanziamento interpersonale;
  2. ciascun esercizio non può tendenzialmente ospitare oltre il 40% dell’afflusso di pubblico normalmente autorizzato;
  3. si applicano – quale testo base e in sostituzione di ogni altra diversa regolamentazione – le Linee guida del 9 luglio 2020, e sue successive modificazioni e/o integrazioni, approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
  4. Le disposizioni si applicano anche se l’attività di ballo è offerta dagli esercenti l’attività di ristorazione, somministrazione di bevande, pizzerie, lidi ed ulteriori esercizi

E’ chiaro quindi che rientrano anche i matrimoni.

La modifica che balza subito all’occhio a parziale modifica dei provvedimenti precedenti è che gli ospiti dovranno sempre indossare la mascherina negli ambienti al chiuso e all’esterno.

L’ordinanza n. 32 del 12 agosto 2020 all’articolo n.5 precisa che “È, altresì, obbligatorio l’uso della mascherina in luoghi pubblici e privati, anche all’aperto, quando non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale.”

Quindi restano ferme le Linee Guida della Conferenza delle Regioni del 9 luglio 2020 a cui si dovrà fare riferimento per l’organizzazione della cerimonia e del ricevimento.

PH @fabiomastrovito

Proroga stato di emergenza

Sapete bene che non mi piace parlare per “sentito dire”, in questi mesi ho sempre esternato il mio dissenso quando una notizia trapelava e non era ancora ufficiale.

Ma oggi farò un’eccezione.

I mass media danno per certo che Conte provvederà a prorogare lo stato di emergenza.

L’Ansa 4 ore fa ha battuto la notizia “Coronavirus: l’annuncio di Conte, verso la proroga dello stato di emergenza a tutto il 2020

Si tratta di una decisione che non è ancora stata presa, l’intenzione del premier sarebbe comunque quella di passare per il Parlamento”

Ancora quindi nulla di deciso, Conte però ha annunciato ieri che “ragionevolmente si andrà in questa direzione”.

Come ben sappiamo il 14 luglio scadrà il Dpcm attualmente in vigore ed è  probabile che nel nuovo sarà contenuta la proroga.

Ovviamente da ieri future spose e fornitori del wedding sono sul piede di guerra ed in agitazione.

Vi spiego di seguito perché invece non c’è motivo di agitarsi.

Dichiarare lo stato di emergenza consente di emanare i provvedimenti in una modalità più rapida, in deroga alle norme vigenti.

In soldoni questo permetterebbe al Governo di continuare ad utilizzare lo strumento (molto più agile) dei DPCM.

Inutile dirvi che ne beneficerà anche la Protezione Civile.

Però questa scelta, se sarà confermata per vie ufficiali, arriverà più che altro per i timori a causa della situazione mondiale.

In Italia, tranne qualche focolaio, appare tutto sotto controllo.

E’ chiaro che paventando l’ipotesi che in autunno ci potrebbe essere una seconda ondata (ma anche no) avere lo stato di emergenza permetterà di poter intervenire immediatamente.

Se quindi le condizioni restaureranno quelle attuali o addirittura continueranno a migliorare, bisognerà continuare a fare riferimento alle Linee Guida della Conferenza delle regioni, ai dpcm e ovviamente alle varie ordinanze regionali.

Assodato quali siano i motivi, ora vi spaventa un po’ meno questa possibilità?

Se ancora non lo avete fatto, per rimanere costantemente aggiornati potete scaricare la Nostra guida ⬇️

https://www.weddingstylediary.it/guida-alla-normativa-dei-matrimoni/

In lege scriptum habemus Apulia

Perdonate il latinismo ma questa mattina quando ho finalmente visto la luce ho esclamato tra me e me in latino.

Finalmente il tavolo tecnico apulo ha partorito, non recependo sic et simpliciter le linee guida della Conferenza delle Regioni ma un documento ex novo.

Ok si, scusate abbandono i brocardi latini e ritorno in me.

Vi anticipo già che:

  • si potrà ballare sia nei luoghi all’aperto sia al chiuso
  • non c’è obbligo di mascherina nei casi in cui si rispetta la distanza intepersonale
  • no al buffet in senso classico ma con alcune varianti.

Questa volta voglio iniziare da una delle questioni che stanno più a cuore alle future spose, “Michela ma il ballo che fine fa?”

Potrei citare Michele Caparezza “Vieni a ballare in Puglia, Puglia, Puglia”.

L’intrattenimento danzante è oggetto di una linea guida intera ma vediamo nei dettagli.

Consegna e affissione apposito materiale informativo che contenga le seguenti indicazioni:

  • Preclusione all’accesso a chi, negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 o provenga da altri Stati a rischio;
  • obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37.5°) o altri sintomi influenzali e di chiamare il medico di famiglia e/o l’Autorità sanitaria;
  • Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura >37,5 °C. In alternativa è bene sia fornita l’informazione al cliente che, in caso di febbre e/o sintomi respiratori, sarà invitato a rivolgersi al proprio medico;
  • applicazione del codice di affollamento di 0,7 persone al metro quadro rispetto a quello previsto per legge ovvero di 1,2 persone per metro quadro, rifacendosi all’art 1 lett. F ed L del DM 19/08/96; in caso nei successivi quindici giorni dalla riapertura dei locali di intrattenimento danzante art. 1 lett F ed L del DM 19/08/96 la curva epidemiologica della Regione Puglia non presenti variazioni peggiorative, il codice di affollamento tornerà ad essere quello previsto dalle normative vigenti ovvero di 1,2 persone per metro quadro;
  • rendere disponibili prodotti igienizzanti per i clienti e per il personale in più postazioni della struttura;
  • somministrazione di alimenti e le bevande attraverso materiale monouso.

Ma veniamo al wedding ed ai ricevimenti.

Le presenti indicazioni si applicano a tutte le sale ricevimento e alle attività impegnate nella filiera wedding

L’elemento che balza subito all’occhio è che questa ordinanza ha statuito in merito alla questione responsabilità indicando la necessità di “Predisporre una ​adeguata informazione per dipendenti, fornitori e clienti circa la responsabilizzazione delle proprie personali azioni di carattere igienico sanitario, di sicurezza e prevenzione verso se stessi e gli altri, attraverso le modalità che si ritengono più idonee, informando circa le prescrizioni di Legge, consegnando e pubblicizzando nella struttura e/o in tutte quelle aree comuni della stessa e nei luoghi di maggiore affluenza, appositi ​dépliant e/o cartellonistica in duplice lingua italiano/inglese che richiamino le regole di comportamento​”

La modalità di informazione all’interno di ogni singola struttura è libera, purché l’informativa contenga tutte le informazioni per dipendenti e fornitori.

Per quanto riguarda gli ospiti la gestione degli stessi possa essere affrontata escludendo a priori gestioni di criticità acute, poiché ogni fase dell’evento è programmata anticipatamente (arrivo nell’area parcheggio, raggiungimento a piedi della sala designata, saluti interpersonali, occupazione dei tavoli, ecc.). L’implementazione di ogni possibile sistema di sicurezza, pertanto, può essere lasciata al gestore, purché vengano sempre osservate le seguenti regole:

– l’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di stato febbrile (oltre 37.5°) e/o altri sintomi influenzali ovvero aver avuto contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti alla data dell’ingresso in azienda.

– autocontrollo del distanziamento sociale, non inferiore a 1 metro, eccezion fatta per i soggetti conviventi;

– invito alla frequente disinfezione delle mani attraverso disinfettanti personali e/o forniti o messi a disposizione dal gestore, attraverso punti di approvvigionamento dislocati nella struttura in zone ritenute idonee, sia all’aperto che al chiuso.

– ulteriori istruzioni in merito al comportamento che il cliente deve tenere secondo le specifiche modalità organizzative della struttura o delle Autorità locali.

L’accesso degli​ ospiti in struttura dovrà seguire delle prescrizioni e indicazioni:

– La misurazione della temperatura corporea è consigliata, ma non obbligatoria. Nel cui caso si consiglia l’adozione di strumenti termografici (termocamere), di facile impiego e non invadenti.

– Garantire, nei limiti del possibile, che ​le code per l’accesso si svolgano nel rispetto del corretto distanziamento interpersonale. ​È auspicabile una gestione dell’ingresso degli ospiti accompagnata da un operatore che potrebbe evitare la formazione di involontari assembramenti.

– Valutare, laddove la struttura del locale lo consenta, l’istituzione di ​percorsi unidirezionali,​ per garantire un flusso ordinato della clientela.

Argomento fornitori.

Nei confronti di fornitori di materie prime di vario genere o servizi esterni, devono essere implementate specifiche azioni preventive:​

– devono essere individuate ​specifiche modalità di ingresso, transito e uscita,​ al fine di ridurre le occasioni di contatto con il personale che opera all’interno della azienda.

– il ​controllo della temperatura corporea è obbligatorio con le medesime modalità indicate per i lavoratori nel caso in cui debbano lasciare il proprio mezzo;

– se possibile, gli autisti dei mezzi di trasporto devono rimanere a bordo degli stessi.​ Per le necessarie attività di carico e scarico il trasportatore dovrà attenersi alla rigorosa distanza interpersonale di un metro dal personale della struttura, indossando obbligatoriamente la mascherina.

– bisognerà ​disinfettarsi le mani spesso o indossare i guanti prima dello scambio dei documenti di consegna con il personale aziendale. Va privilegiata la modalità informatica per la trasmissione e lo scambio di documentazione.

– Il fornitore deve utilizzare idonea m​ascherina chirurgica​.

– Per fornitori/ trasportatori e/ o altro personale esterno individuare/installare servizi igienici dedicati​, garantendone adeguata pulizia giornaliera, nonché adeguati presidi igienizzanti.

Credo di poterlo dire senza ombra di smentita ma è la prima ordinanza regionale in cui compaiono citate nello specifico wedding planners e fotografi.

Nel disciplinare le modalità di lavoro e utilizzo dei locali da parte di ​fornitori di servizi esterni, quali musicisti, fotografi, fioristi e wedding planners,​ ci sarò la necessità di concordate preventivamente con la struttura stessa, in modo tale da garantire il rispetto delle condizioni di sicurezza.

– i ​fotografi dovranno indossare la mascherina chirurgica qualora debbano avere una distanza interpersonale inferiore a 1 metro dalla clientela e organizzare il servizio fotografico in modo responsabile e prediligendo i criteri di prevenzione anzidetti, quali regole comuni per chiunque.

– I ​gruppi musicali ​dovranno distanziarsi dal pubblico per almeno 3 m, qualora non provvisti di barriere antidroplets in prossimità del microfono. Dovranno indossare la mascherina chirurgica esclusivamente nel caso in cui debbano spostarsi nelle aree comuni interne (recarsi in bagno, al bar, ecc.). Particolare attenzione e/o idoneo presidio monouso dovrà essere impiegato nell’utilizzo del microfono, qualora non di uso strettamente personale.

– Andranno privilegiati ​gli spazi all’aperto in quanto presentano minori rischi di trasmissione del virus.

– I tavoli saranno distribuiti e distanziati in modo che le sedute garantiscano il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro,​ ​fatta eccezione per i tavoli composti da persone che non siano soggette al distanziamento interpersonale in quanto conviventi. E’ facoltà dell’azienda richiedere in forma preventiva autocertificazione scritta ai sensi del DPR 445/2000.

– La distanza minima tra tavoli adiacenti,​ considerando l’ingombro delle sedie, deve essere di almeno ​2 metri ​(0,5+0,5+1m), considerando il passaggio degli addetti al servizio di somministrazione. Si consiglia, tuttavia, ove possibile garantire una distanza di metri 2,50.

– Novità importantissima per gli ospiti in ambienti interni ed esterni non avranno l’obbligo di indossare la mascherina chirurgica nei casi di allontanamento dal proprio tavolo, a condizione di rispettare il distanziamento interpersonale di 1 metro se soggetti non conviventi. Si precisa che tale facoltà sarà consentita esclusivamente nelle strutture che potranno garantire il rispetto delle condizioni microclimatiche indicate nello specifico paragrafo, ai sensi della Norma UNI-10339. I gestori mettono comunque a disposizione dei clienti mascherine monouso, nel caso in cui gli stessi volessero farne uso.

– Non sarà permessa la classica modalità di somministrazione di ​buffet a self‐ service,​ mentre è consentito, fatto salvo il rispetto della distanza interpersonale, un servizio di selezione di alimenti esposti ovvero in modalità ​show cooking​, distribuito dal personale di sala. Si raccomanda utilizzo di barriere in tali aree per la protezione degli alimenti o interporre una distanza di sicurezza tra il punto di osservazione dei cibi di almeno due metri. Si consiglia di apporre eventuali elementi di segnaletica orizzontale che possano agevolare il rispetto del distanziamento tra persone nelle aree a buffet.

– Non è consentito allestire il buffet al tavolo​, se non in confezioni monoporzioni.​Fa eccezione a tale prescrizione il servizio a nuclei di conviventi, che potranno condividere portate di alimenti in modalità promiscua.

– Sarà consigliabile l’uso di segnaposto e/o altro sistema equipollente, in modo da rendere stabili le postazioni ai tavoli.

– La ​somministrazione nelle postazioni bar o nei banchi di servizio di caffè, amari, cocktails, ecc. è consentita nel rispetto del distanziamento interpersonale tra i non conviventi, tenendo conto che non dovrà realizzarsi assembramento rispetto alla capacità di servizio del banco. Si consiglia di apporre eventuali elementi di segnaletica orizzontale e/o altro sistema equipollente che possa agevolare il rispetto del distanziamento tra persone.

– Gli eventi con ​ballo in spazi interni andranno organizzati con tempistiche predefinite, garantendo una superficie pro capite pari a 2 metri quadri, potenziando il ricambio d’aria dei locali.

– Durante lo svolgimento del ​ballo in aree esterne dovrà essere seguita la regola prevista per le attività di ballo in aree esterne quindi non è previsto l’obbligo di mascherina.

Saranno anche consentiti spettacoli e/o esibizioni artistiche di qualsiasi natura purché possa sempre essere rispettata la distanza interpersonale di un metro.

Come sempre per chi volesse leggere il documento originale eccolo qui https://www.regione.puglia.it/documents/56205/215284/Ordinanza+259_signed.pdf/db5ab500-294f-5fcb-0c65-7e05240ff3cc?t=1592035009060

Ordinanze regionali: facciamo un pò di chiarezza.

Me ne rendo conto, i primi mesi di questo 2020 avrebbero dovuto vedere le future spose alle prese con i preparativi, i fornitori impegnati nella programmazione e i wedding planner immersi nelle ultime attività di organizzazione dei matrimoni, ma così non è stato.

Questo 2020 ha invece richiesto delle abilità proprie dei migliori giuristi, competenze che purtroppo non possono essere apprese in poco tempo o scaricando i manuali di diritto da Google.

Tutto il comparto del wedding ha dovuto misurarsi con decreti, ordinanze e provvedimenti vari che non hanno reso facile la comprensione per una serie di motivi tra cui il linguaggio che non sempre è fruibile per tutti.

Mi faccio questa domanda da un po’: non è che a volte ho dato per scontato alcuni passaggi ed alcuni meccanismi a me noti ma che non sono alla portata di tutti? O magari non tutti hanno tempo e voglia di andare a studiarsi?

Da questa mia riflessione oggi nasce questo mio post.

Senza voler avere la presunzione di scrivere un trattato di diritto vorrei provare a spiegarvi con parole semplici qual è il meccanismo che regola i rapporti tra Stato e Regioni.

L’Italia è divisa in 20 regioni ed a capo di ognuna vi è un Governatore. Dal 1981 è stato creato un organo il cui compito è quello di “mettere in comunicazione” lo Stato e le varie regioni.

Secondo l’efficace definizione della Corte costituzionale, la Conferenza è la “sede privilegiata del confronto e della negoziazione politica fra lo Stato e le Regioni (e le Province autonome) su argomenti che investono in via generale la materia regionale”.

La Conferenza è presieduta dal Presidente del Consiglio e rappresenta dunque una «stanza di compensazione» dove lo Stato e le Regioni si incontrano per definire linee politiche e scelte comuni.

Venendo all’attualità cosa è successo durante la seduta del 9 giugno 2020 della Conferenza delle Regioni?

Sono state aggiornate ed integrate le Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche e produttive producendo un documento che è possibile scaricare qui

http://www.regioni.it/home/emergenza-coronavirus-linee-guida-2589/

In questo documento sono state definite anche le linee guida per il settore dei matrimoni ma le regioni quali possibilità hanno?

Ormai è chiaro per tutti che ogni Governatore può emanare delle ordinanze il cui contenuto non può entrare in contrasto con i vari DPCM. Questo volendo semplificare al massimo una questione che attualmente è molto dibattuta e discussa, ma non è mio intento appesantire il tutto.

Quindi riprendendo il filo le varie regioni attualmente stanno emanando le loro ordinanze, in alcuni casi come ha fatto ad esempio la Regione Toscana, limitandosi a recepire le Linee guida della Conferenza delle Regioni del 9 giugno.

Mentre altre come la Regione Campania, per mano del governatore, hanno costituito dei tavoli tecnici che hanno “partorito” delle linee guida più stringenti o come nel caso della Regione Sicilia, un po’ più “morbide”.

Ma cosa può accadere se le ordinanze eccedono i limiti? Possono essere impugnate dinanzi al T.A.R e dichiarate illegittime così come è accaduto all’ordinanza del 29 aprile 2020 della Regione Calabria che prevedeva l’apertura anticipata di bar e ristoranti.

Arduo compito quindi quello dei vari Governatori delle regioni italiane al giorno d’oggi: sono chiamati a far ripartire l’economia analizzando minuziosamente le condizioni in cui si trova il territorio in cui governano.

C’è grande attesa per le linee guida pugliesi, le bozze circolano ormai da giorni ma solo e soltanto al cospetto del documento ufficiale farò la mia ormai consueta sintesi ed analisi.

Mi auguro solo che le ordinanze delle regioni rimaste non vengano emesse tutte insieme, in quel caso mi servirà un clone.

Vi è servito questo contenuto per chiarirvi un pezzettino di questi meccanismi? Se vi va fatelo sapere nei commenti.

Anche la Toscana c’è: al via i matrimoni

Si è fatta attendere un po’ ma alla fine eccola qua: la regione Toscana ha calato dal cilindro la sua ordinanza, la n.65 del 10 giugno 2020.
Ripartenza dunque regolamentata anche per i matrimoni nella regione italiana più desiderata dagli stranieri per coronare il sogno d’amore.
Vediamo nello specifico quali sono le indicazioni contenute per il settore wedding nel documento avente ad oggetto “Contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Ulteriori misure per il riavvio di varie attività dal 13 giugno 2020″ che ha recepito le linee guida aggiornate ed integrate dalla Conferenza delle regioni del 9 giugno c.a.
Dovrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5 °C.
Sarà necessario rendere disponibili prodotti per l’igienizzazione delle mani per i clienti e per il personale anche in più punti del locale, in particolare all’entrata e in prossimità dei servizi igienici, che dovranno essere puliti più volte al giorno.
Sarà importante favorire il ricambio d’aria negli ambienti interni. In ogni caso vanno rafforzate ulteriormente le misure per il ricambio d’aria naturale
Sarà inoltre necessario:
• predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione da rispettare durante l’evento.
• Mantenere l’elenco dei partecipanti per un periodo di 14 giorni.
• Riorganizzare gli spazi, per garantire l’accesso alla sede dell’evento in modo ordinato, al fine di evitare assembramenti di persone e di assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra gli utenti. Se possibile organizzare percorsi separati per l’entrata e per l’uscita.
• Disporre i tavoli in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra gli ospiti, ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggetti al distanziamento interpersonale. Detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale.
• Laddove possibile, privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni (es. giardini, terrazze), sempre nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro.
• Assicurare adeguata pulizia e disinfezione degli ambienti interni e delle eventuali attrezzature prima di ogni utilizzo.
• Gli ospiti dovranno indossare la mascherina negli ambienti interni (quando non sono seduti al tavolo) e negli ambienti esterni (qualora non sia possibile rispettare la distanza di almeno 1 metro). Il personale di servizio a contatto con gli ospiti deve utilizzare la mascherina e deve procedere ad una frequente igiene delle mani con prodotti igienizzanti.
Sarà possibile organizzare una modalità a buffet mediante somministrazione da parte di personale incaricato, escludendo la possibilità per gli ospiti di toccare quanto esposto e prevedendo in ogni caso, per ospiti e personale, l’obbligo del mantenimento della distanza e l’obbligo dell’utilizzo della mascherina a protezione delle vie respiratorie. La modalità self-service può essere eventualmente consentita per buffet realizzati esclusivamente con prodotti confezionati in monodose. In particolare, la distribuzione degli alimenti dovrà avvenire con modalità organizzative che evitino la formazione di assembramenti anche attraverso una riorganizzazione degli spazi in relazione alla dimensione dei locali; dovranno essere altresì valutate idonee misure (es. segnaletica a terra, barriere, ecc.) per garantire il distanziamento interpersonale di almeno un metro durante la fila per l’accesso al buffet.
Questa previsione risulta essere ad oggi un po’ più morbida rispetto al “no” categorico del governatore della Regione Campania e alle previsioni per la Regione Sicilia.
Per quanto concerne le esibizioni musicali da parte di professionisti è stata predisposta una scheda specifica che indica che:
– saranno evitate attività e occasioni di aggregazione che non consentano il mantenimento della distanza interpersonale di almeno 1 metro.
– L’attività di ballo sarà consentita esclusivamente negli spazi esterni (es. giardini, terrazze, etc.).
Un’indicazione, fornita per le discoteche, che può tornare utile nel caso sia previsto un after party dopo il taglio della torta con open bar, prevede che non sarà consentita la consumazione di bevande al banco.

La somministrazione delle bevande potrà avvenire esclusivamente qualora sia possibile assicurare il mantenimento rigoroso della distanza interpersonale di almeno 1 metro tra i clienti, che dovranno accedere al banco in modalità ordinata e, se del caso, contingentata.
Sistemata la Toscana attendiamo trepidanti la prossima che verosimilmente potrebbe essere quella pugliese e via via tutte le altre.

L’ordinanza entra in vigore l’11 giugno 2020, ed è valida, salvo modifiche, fino alla datafinale dello stato di emergenza sanitaria

Per chi avesse voglia di perdersi nei meandri del testo integrale ecco a voi il link da cui potrete scaricare, oltre all’ordinanza, anche le schede tecniche e tutti gli allegati.

http://www301.regione.toscana.it/bancadati/atti/Contenuto.xml?id=5254968&nomeFile=Ordinanza_del_Presidente_n.65_del_10-06-2020